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WILD MAZZINI

Send feedback > Missing place, 2020 curated by Giorgio Bena Wild Mazzini, Turin ph Andrea Macchia The solo exhibition includes three projects, carried out between 2018 and 2020: Hic sunt dracones, Atlas of the known islands and No location available. Different in terms of technique, process and contexts, the three series have in common the desire to explore real but inaccessible places, mythical or mythological, illustrated by maps but hidden from satellites, investigating, through a sophisticated aesthetic interpretation, the relationship with our knowledge of the world and its geographical representation. Among GPS coordinates and GIS models, artist’s intuitions and designer’s solutions, Virginia Dal Magro deals with the geographical representation with over 60 artifacts that give us back a new world between physical, imaginary and digital solutions. The starting point of Dal Magro’s artistic path is the identification, through a methodical research, of information gaps in our system of description and representation of the world, to transform them into formal and graphic glitches that produce new visual scenarios.
The visitor is therefore surrounded by a mass of information that actually describes an absence of information. THE WORKS “Hic Sunt Dracones” (2018-2019, Cyanotype and gumprint on paper) is an ever-expanding series of small works that act […]
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Fondazione Bandera

“Can’t find a way there, try again” solo exhibition at Fondazione Bandera, Busto Arsizio Curated by Cristina Moregola
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Galleria San Fedele

Finalist exhibition of San Fedele Prize at San Fedele Gallery, Milan 4.12.19 – 11.01.20
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Fondazione Veronesi

“Dona le tue rughe”, group exhibition in partnership with L’OREAL and Veronesi Foundation, curated by Maria Cristina Galli 2019, Milan (MI)
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Castello Borromeo

“Veritatem Inquirenti”, curated by Walter Ferri, 2019, Corneliano Bertario (MI)
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Anonima Kunsthalle Zentrum

“piano B” – “plan B” Gelatin silver print on baryta and polythene paper, 88 pieces, cm 20×20 each, water, plastic bowl, installation of environmental dimensions Solo exhibition curated by Luisa Turuani at Anonima Kunsthalle, ZENTRUM, Varese 22nd september – 20th october 2019 A raised hand: a direction, a greeting, a desire, an intonation, a victory, an urgent cry for help, a threat, a blessing, a presence. A precariously balanced image, just waiting to be looked at, suspended on a judgment full of uncertainties. Only in this condition of apparent fragility the image finally turns into a free, lightweight tool which accompanies the eye through an in-time journey and allows to see things as a part of a process. Clinging and determined to preserve its attachement to its own profiles, the image is wise enough to understand the right moment to jump and gloriously return to the hands of those who recognise themselves in it.
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Art Gallery

“Spazi Altri”, 2017, Milan
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GAR

“Monòcrono”, 2016, Milan curated by Vincenzo Argentieri Uno dei tre desideri che più comunemente l’uomo vorrebbe esprimere al Genio della Lampada è l’immortalità. Eppure l’artista riesce a sviluppare questo senso dell’infinito attraverso l’azione gestuale sul suo supporto finito. MONÒCRONO nasce all’interno di questa visione artistica e ha l’intenzione di creare – e forse ordinare – un sistema composto da un unico tempo definito e infinito, in cui lo spazio proprio dell’opera diventa l’occasione di fermarsi a riflettere su un irripetibile atto visivo, sezionato e codificato. Quest’idea di unicità temporale ha un diretto rapporto con il luogo in cui prende vita, ovvero una stazione ferroviaria, in cui il “passante”, nella sua abitudinarietà, ripete in maniera automatica un’azione, un gesto corporeo che diventa istante di pensiero. La bipersonale delle due artiste, entrambe iscritte al terzo anno della Scuola di Pittura dell’Accademia di Belle Arti di Brera, ci introduce in un mondo che non è parallelo alla realtà che esse vivono, ma anzi è spiegazione della loro personale percezione. Contemporaneamente questa visione della vita spinge entrambe ad avere una rappresentazione monocromatica – ma non monotonale – delle cose dell’esistenza. Flavia Albu è una creatrice della materia: i suoi dipinti ad olio hanno la […]
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Tipografia Alimentare

“Isole”, 2018, Milan Contro l’acquiescenza urbana di Vincenzo Argentieri Antonio Farina era forse l’unico ad aver capito di non dover nutrire più nessuna speranza per quel tentativo di riconquista – sociale e personale – di un fasto ormai così lontano, che rincasare avrebbe significato perdere ciò che si era vinto, ovvero la possibilità di poter cambiare il corso della propria vita ed evadere da quella purtroppo vissuta. Lui non voleva tornare indietro, aveva trovato la sua casa, la sua famiglia, la sua isola felice, e quella realtà che aveva costruito ormai gli sembrava verità, forse l’unico modo per vivere nell’illusione. Non doveva essere facile scoprire di trovarsi disperso nel mare e ancora più perso nella storia, ignorare che qualcun altro nel mondo avesse agito per suo conto inflazionando tutto il lavoro portato a termine e trovare nell’evasione l’unica certezza d’esistenza. Gli altri, i suoi compagni, non ci pensano due volte a tornare nella propria patria, l’Italia della Seconda guerra mondiale e lasciare quel luogo al centro del Dodecaneso, arcipelago del Mar Egeo, da cui deriva anche lo spunto per il titolo della pellicola, Mediterraneo. Premio Oscar per il miglior film straniero del ‘92 e diretto da Gabriele Salvatores, il lungometraggio […]
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