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WILD MAZZINI

Send feedback> Missing place, 2020 a cura di Giorgio Bena Galleria Wild Mazzini, Torino foto di Andrea Macchia Comunicato stampa La personale, in esposizione da lunedì 31 agosto a sabato 10 ottobre , si compone di tre progetti, realizzati tra il 2018 e il 2020: Hic sunt dracones (2018-2019, Cianotipia e gumprint su carta), Atlante delle isole conosciute (2018, Acquatinta su carta) e No location available (2020, Carta da restauro). Diverse per tecnica, processo e significati, le tre serie sono accomunate dal desiderio di esplorare luoghi reali ma irraggiungibili, mitici o mitologici, conosciuti dalle mappe ma nascoste ai satelliti, indagando, attraverso una raffinata lettura estetizzante, il nostro rapporto con la conoscenza del mondo e con la sua rappresentazione geografica. Tra coordinate GPS e modelli GIS, intuizioni d’artista e soluzioni da designer, Virginia Dal Magro affronta la rappresentazione geografica con oltre 60 manufatti che ci restituiscono un mondo nuovo tra fisico, immaginario e digitale. Punto di partenza del percorso artistico di Dal Magro è l’identificazione, attraverso una metodica ricerca, dei vuoti di informazioni nel nostro sistema di descrizione e rappresentazione del mondo, per trasformarli in glitch , errori formali e grafici che producono nuovi scenari visivi. Il visitatore è circondato quindi […]
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Fondazione Bandera

“Can’t find a way there, try again”, 2020 Mostra personale presso Fondazione Bandera – Busto Arsizio a cura di Cristina Moregola
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Galleria San Fedele

Mostra finalisti del Premio San Fedele presso la Galleria San Fedele di Milano, 4 dicembre 2019 – 11 gennaio 2020 Quel che resta del mare testo di Chiara Gatti Le isole fanno parte del nostro bagaglio antropologico, come luogo della lontananza, visione surreale o metafisica di una terra scollegata dalle sorti universali, nella sua idea di indipendenza e libertà. Ma l’isola oggi è al centro di un dibattito che coinvolge drammaticamente i traumi ecologici della nostra epoca e tocca temi giganteschi: il riscaldamento globale, il rispetto delle risorse, il patrimonio dell’acqua, il logorarsi dei ghiacci, la perdita repentina delle geografie. Virginia Dal Magro affronta la questione con garbo, proponendo un lavoro fragile (come gli equilibri della natura) che mostra il sequenziale disperdersi all’orizzonte del profilo di un’isola cancellata gradualmente dalle mappe. Una sovrapposizione impalpabile di carte leggere, disegnate e tracciate come piante orografiche, mostra per sottrazione il processo di dissolvimento, la memoria labile della terra risucchiata dalle sue viscere. Cresciuta fra i torchi dei corsi di calcografia dell’Accademia di Brera, con una dedizione per il linguaggio dell’incisione, nelle sue forme più affilate e segniche, Virginia Dal Magro affronta il progetto di una installazione aerea che recupera il linguaggio della grafica […]
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Fondazione Veronesi

“Dona le tue rughe”, mostra collettiva in collaborazione con L’OREAL e Fondazione Veronesi, a cura di Maria Cristina Galli 2019, Milano (MI) DESTRA, POI LA TERZA A SINISTRA, SUBITO DOPO IL PONTE 2019 Stampa digitale su carta 170 grammi cm 145×125 Il lavoro è composto da rughe scontornate da fotografie di donne vittime di cancro al seno. Le rughe vengono lette nell’insieme, formando una mappa in cui i percorsi si incrociano e diventando traccia, quindi simbolo del vissuto che le ha generate. La sovrapposizione dei segni genera quindi geografie inesistenti formate dall’anonimato di un solco che all’origine componeva il ritratto e l’identità di qualcuno.
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Castello Borromeo

“Veritatem Inquirenti”, a cura di Walter Ferri, 2019, Corneliano Bertario (MI)
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Anonima Kunsthalle Zentrum

“piano B” Stampa ai sali d’argento su carta baritata e politenata, 88 esemplari cm 20×20 ciascuno, acqua, bacinella, installazione di dimensioni variabili mostra personale a cura di Luisa Turuani presso Anonima Kunsthalle, ZENTRUM, Varese 22 settembre – 20 ottobre 2019 Recentemente ho incontrato un uomo che mi ha raccontato le tre situazioni in cui stava gravemente per morire. Ciascuna storia mi appariva irreparabile, è impossibile salvarsi, it’s over, eppure oggi è un uomo di quasi ottant’anni, tre figli sistemati bene nella vita, una casa bellissima e una compagna; vive felicemente i suoi i giorni con quella serenità di chi ha già fatto amicizia con la notte. Ha concluso l’incontro dicendomi che possono succedere le peggior cose ma se quello non è il momento di morire, non si muore. D’altro canto, quante volte viviamo da morti? Mai come ora la vita è dominata dalla paura della morte: la procrastiniamo o la chiamiamo all’appello, ma difficilmente ne dipingiamo il trionfo. Alcune volte, negli ultimi mesi da viva, mia nonna chiedeva se fosse morta. Forse è nel paradosso di questa domanda che il tempo continua a scorrere anche quando l’orologio ha smesso di battere. Una mano alzata: una direzione, un saluto, un desiderio, […]
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Anteo Palazzo del Cinema

“Stop Motion”, 2019, Milano
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Art Gallery

“Spazi Altri”, 2017, Milano
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GAR

“Monòcrono”, Milano, 2016 a cura di Vincenzo Argentieri Uno dei tre desideri che più comunemente l’uomo vorrebbe esprimere al Genio della Lampada è l’immortalità. Eppure l’artista riesce a sviluppare questo senso dell’infinito attraverso l’azione gestuale sul suo supporto finito. MONÒCRONO nasce all’interno di questa visione artistica e ha l’intenzione di creare – e forse ordinare – un sistema composto da un unico tempo definito e infinito, in cui lo spazio proprio dell’opera diventa l’occasione di fermarsi a riflettere su un irripetibile atto visivo, sezionato e codificato. Quest’idea di unicità temporale ha un diretto rapporto con il luogo in cui prende vita, ovvero una stazione ferroviaria, in cui il “passante”, nella sua abitudinarietà, ripete in maniera automatica un’azione, un gesto corporeo che diventa istante di pensiero. La bipersonale delle due artiste, entrambe iscritte al terzo anno della Scuola di Pittura dell’Accademia di Belle Arti di Brera, ci introduce in un mondo che non è parallelo alla realtà che esse vivono, ma anzi è spiegazione della loro personale percezione. Contemporaneamente questa visione della vita spinge entrambe ad avere una rappresentazione monocromatica – ma non monotonale – delle cose dell’esistenza. Flavia Albu è una creatrice della materia: i suoi dipinti ad olio hanno […]
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Tipografia Alimentare

“Isole”, 2018, Milano Contro l’acquiescenza urbana di Vincenzo Argentieri Antonio Farina era forse l’unico ad aver capito di non dover nutrire più nessuna speranza per quel tentativo di riconquista – sociale e personale – di un fasto ormai così lontano, che rincasare avrebbe significato perdere ciò che si era vinto, ovvero la possibilità di poter cambiare il corso della propria vita ed evadere da quella purtroppo vissuta. Lui non voleva tornare indietro, aveva trovato la sua casa, la sua famiglia, la sua isola felice, e quella realtà che aveva costruito ormai gli sembrava verità, forse l’unico modo per vivere nell’illusione. Non doveva essere facile scoprire di trovarsi disperso nel mare e ancora più perso nella storia, ignorare che qualcun altro nel mondo avesse agito per suo conto inflazionando tutto il lavoro portato a termine e trovare nell’evasione l’unica certezza d’esistenza. Gli altri, i suoi compagni, non ci pensano due volte a tornare nella propria patria, l’Italia della Seconda guerra mondiale e lasciare quel luogo al centro del Dodecaneso, arcipelago del Mar Egeo, da cui deriva anche lo spunto per il titolo della pellicola, Mediterraneo. Premio Oscar per il miglior film straniero del ‘92 e diretto da Gabriele Salvatores, il lungometraggio […]
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