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Takuu Atoll

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Takuu Atoll, Gumprint su carta da restauro giapponese 7gr/m2, plexiglass, piombo, filo di nylon
Installazione di dimensioni ambientali (4 fogli 100x100cm ciascuno, teca in plexiglass 13x23x16 cm)

L’atollo di Takuu, in Papua Nuova Guinea, sta sprofondando nell’Oceano Pacifico.
A causa del riscaldamento globale e dell’innalzamento del livello del mare questo agglomerato di isole sta
progressivamente scomparendo.
L’acqua salata inonda i campi, rendendoli improduttivi.
Le leggende narrano che l’atollo sia stato costruito dagli spiriti con le ossa di Oceano e gli abitanti non
vogliono abbandonarlo, resistono alla forza delle maree costruendo argini di rami secchi e pietre.
Il patrimonio culturale di Takuu è costituito da un migliaio di canti tramandati di generazione in generazione.
L’identità indagata è quella di un popolo che ha resistito per secoli alla colonizzazione, un’identità che è
insita nella geografia di un luogo che sta svanendo.
La topografia dell’atollo è stata sostituita da screenshot di interferenze riscontrate sulle mappe online
(glitch) dovute all’assenza di informazioni in specifiche aree del globo che per motivi politici, militari o di
lontananza geografica non appaiono mappati; l’atollo è infatti a sua volta un glitch in quanto su Google
Maps appare solo nella visualizzazione satellitare e non in quella cartografica, come a preannunciare
l’imminente scomparsa dello stesso.
Attraverso queste velature e interferenze la forma dell’isola si scompone e si ricompone, come un ricordo
sfocato.
Ciò che rimarrà di questo frammento di terra sarà soltanto la sua coordinata geografica.